In una torrida e cocente serata estiva, soffocata da un clima di perdurante pandemia, giovedì 5 Agosto 2021 alle ore 20:30, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie, si è svolta la più importante e prestigiosa competizione calcistica attesa con ansia, la Champions AdC 2021.
Come di consueto l’evento, rappresentante la chiusura dell’annata 2020 e l’inaugurazione della nuova stagione 2021/2022, vede la partecipazione di 24 prestanti atleti che con entusiasmo ed un “pizzico” di agonismo, si ritrovano in campo pronti a darsi battaglia con la classica formula del triangolare.
L’arena scelta per la lotta, l’ormai collaudato campo sportivo Kummenna nella metropoli di Lequile, ha accolto le prime due squadre, scelte mediante sorteggio: i bianconeri capitanati dal presidente uscente Marzo contro i gialloneri guidati dell’intrepido Max Campagna.
Mentre dagli spalti la terza squadra (i rossoblu del temutissimo Musardo Senior) con carta penna e calamaio si prepara a studiare le mosse dei futuri avversari, il puntuale fischio del direttore di gara ha l’onere di sancire l’inizio della partita nonostante l’inferiorità numerica dei gialloneri, costretti a stringere i denti a causa di un ritardo del Pibe de Oro Fiorentino. Fortunatamente le sgroppate sulla fascia del talentuoso Campagna (Giorgio, naturalmente) unitamente ad una difesa con tanta esperienza sulle spalle (vedasi le voci Calò e Guido) hanno contribuito al mantenimento degli equilibri fino al tanto atteso ingresso in campo del Pjoco, con coppa al seguito.
Ristabilita la parità numerica e superata una prima fase di rodaggio a caviglie e ginocchia, si assiste all’episodio che cambierà la storia dell’incontro, o perché no, dell’intera competizione: a causa di un impeccabile quanto necessario intervento difensivo, degno del miglior Maldini (ok ho esagerato) abbandona per infortunio il pilastro difensivo dei Marziani, Di Nunno. Il capitano Marzo trovandosi costretto a fare affidamento alle sue doti strategico-organizzative e
stravolgendo radicalmente gli schemi in campo, con caparbietà e fortuna (complice il figlio d’arte, Cesare) riesce comunque a portare la propria squadra alla conquista dei primi, utilissimi, 3 punti.
Scoccate le 21:30, prende il via il secondo incontro in programma, con i Rossoblu pronti a sfidare, secondo le regole della competizione, i gialloneri risultati perdenti al primo match. Nonostante i 45 minuti in meno sulle gambe e complice un portiere (Colapietro ndr.) dalle mani bucate , i Musardiani non riescono a lasciare il segno. I repentini scatti di Joseph, l’artiglieria pesante sfoderata da Max Parisi e i continui tentativi di assist dall’intramontabile Grasso nulla possono contro un Capoccia in grande spolvero. Il muro non viene giù e i Gialloneri, molto più cinici sotto porta, concludono questa esperienza portando a casa 3 meritatissimi punti. Tutto viene deciso all’ultima partita.
Con grande gesto di sportività da parte dei capitani, i Bianconeri schierano in campo un freschissimo Calò che con risolutezza accetta l’arduo compito e la pesante responsabilità di subentrare all’infortunato Di Nunno. Con la parità numerica tra le due squadre ristabilita, il direttore di gara avvicinando il fischietto alla bocca, decreta l’inizio dell’ultimo scontro. I Rossoblu (forse ancora caldi?) puntano di gran fretta la porta difesa dal ragno Fecola, quasi a voler
intimidire gli avversari e deliziando di buon calcio gli spettatori paganti. L’euforia dura però ben poco e come tutti i sognatori, anche i Musardiani devono accettare la cruda realtà al risveglio; dopo appena 10 minuti il trio Marzo Junior – Marzo Senior – Livigno liberatisi dalle catene cui erano costretti, con un uno-due fulminante vanno a riconfermare la loro assoluta supremazia in campo. Proprio quando i Rossoblu sembravano aver spezzato il fiato(alla buon ora), ecco che l’arbitro va a stabilire con il triplice fischio che “basta così”. La fine del triangolare con Musardo battuto dai Bianconeri (ironia della sorte) consegna di fatto il trofeo più ambito tra le mani soddisfatte del capitano Marzo.
In questo momento di festa, poco prima di rassegnare le dimissioni dalla carica, il presidente uscente procede con le premiazioni dell’anno calcistico passato (e prematuramente terminato) incoronando meritatamente campione AdC 2020 il ragno Matteo Fecola (che a titolo di cronaca
vincerà anche il premio come miglior portiere) ; i complimenti vivissimi di tutta la redazione vanno inoltre al forte Ugo Zamparelli e al velocissimo Joseph Toraldo rispettivamente Vice-Campione e Capocannoniere AdC 2020. Dulcis in fundo, ultimo ma non per importanza (conflitto di interesse, ndr) il premio Fair Play viene assegnato al “Virgilio” Di Nunno per il grande attaccamento al gruppo e la correttezza dimostrata
nel corso del campionato. Con il suo memorabile (sebben prolisso) discorso di ringraziamento in occasione della vittoria del premio, gli Amici hanno compreso che ci sono parole che hanno più forza e potere di un gesto.
Il punto più democratico, in pieno spirito AdC, viene toccato al momento della votazione, quando ancora in campo gli Amici nominano e rinnovano Presidente MegaGalattico degli AdC Vinicio Marzo (sempre sia lodato).
L’epilogo di questa serata lo si trova nel terzo tempo finale, quando i componenti delle tre squadre ritrovati tra frittini e ottima carne (la leggenda narra siano state servite anche bombette) e sommersi da litri di birra (uno in particolare!!) e the freddo, analizzano a caldo le prestazioni, gli episodi e le papere, senza neppure l’ausilio del VAR.
E proprio qui, tra chi beve per festeggiare, chi beve per dimenticare e chi si illude di poter contare le birre degustate da Rolando, che troviamo l’essenza del gruppo Amici del Calcetto.
Un sentito grazie a tutti voi, ospiti compresi, perché se anche quest’anno è stato un successo lo dobbiamo all’impegno di ogni singolo componente.
Dalla Redazione, auguri e buon inizio di campionato a tutti!
Commento di Simone Colapietro.